Il Sûtra del Loto (SdL) rappresenta uno dei più importanti insegnamenti buddhisti, soprattutto nella tradizione cinese e giapponese, dove viene considerata la verità ultima predicata dal Buddha nei suoi otto ultimi anni di vita. Esso è largamente utilizzato dalla tradizione Tendai, Nichiren e Zen, nella sua tradizione soto. Di questo Sûtra non vi è una sola traduzione, anzi, ne sono state trovate diverse in Nepal, Kashmir ed in Asia centrale, con il titolo Saddharma pundarica Sûtra. La traduzione più famosa ed attendibile è quella di Kumarajiva nel 406 d. C., monaco indiano che ha tradotto l’insegnamento in cinese, composto di ventotto capitoli con il titolo Miao- fa- lien- hua- ching, myo-ho renge kyo in giapponese.
Per quanto riguarda l’importanza data al Sûtra, è il maestro cinese Chi’i (538-597 d.C.), chiamato T’ien T’ai per il nome della montagna dove ha svolto la sua attività, a stabilirne la supremazia dopo un’attenta analisi di tutti gli insegnamenti buddhisti; non che questi siano falsi, ma il Sûtra del Loto li contiene tutti e ha in sé delle innovazioni:
Per quanto riguarda l’importanza data al Sûtra, è il maestro cinese Chi’i (538-597 d.C.), chiamato T’ien T’ai per il nome della montagna dove ha svolto la sua attività, a stabilirne la supremazia dopo un’attenta analisi di tutti gli insegnamenti buddhisti; non che questi siano falsi, ma il Sûtra del Loto li contiene tutti e ha in sé delle innovazioni:
1. Tutti gli esseri posseggono la natura di Buddha.
2. Il Buddha non esiste in nessun luogo speciale, e non è una divinità.
3. Nell’essenza della vita vi è un continuum di presente, passato e futuro.
4. A differenza dei Sûtra precedenti, non vi sono categorie di persone che non hanno il potenziale per ottenere la Buddità;tra questi donne e Buddha parziali (pratyekabuddha), coloro che, immersi nel mondo di studio, vivono egoisticamente la loro illuminazione.
L’innovazione di T’ien T’ai è il principio di Ichinen Sanzen, che in giapponese vuol dire tremila regni in un istante. Con questo si vuole spiegare che in ogni qui ed ora, un istante di vita (ichinen), sono presenti tutti i fenomeni (sanzen), e la buddità li permea totalmente. Gli insegnamenti precedenti, nella classificazione di Chi’i, sono considerati espedienti provvisori, ossia preparatori per la verità ultima espressa nel SdL e da utilizzare nell’ultimo giorno della legge . Da questa impostazione partirà l’interpretazione di Nichiren Daishonin, monaco giapponese del tredicesimo secolo (1222-1282) il quale, in periodo di confusione sociale e di corruzione, cerca di ripristinare la supremazia di questo Sûtra.

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