Tuesday, 27 July 2010

Il Buddhismo in Occidente

I primi contatti tra occidente e Buddhismo avvengono nel ‘500 grazie alle attività commerciali e missionarie. Non sono mancate però errate interpretazioni di questo fenomeno religioso così complesso; i primi resoconti dei missionari sono stati molto negativi, in quanto hanno identificato il Buddhismo come una cultura nichilista.
Con più favore è stato guardata la tradizione Theravada per la dura condotta di vita dei monaci. Il concetto buddhista che ha sviato gli osservatori esterni verso il nichilismo, è quello della vacuità. Tutto è vuoto, il frutto di una realtà interdipendente ed in continuo movimento, una situazione continua di generazione condizionata(Engi in giapponese). Il problema in questione è quello di concepire la vacuità nella sua accezione di potenzialità, non di nulla.

I primi interessamenti vengono da intellettuali inglesi- come sir Williams Jones, il quale fonda la “Royal Asiatick Society” nel 1783- e francesi come Eugène Burnof, che sarà tra i primi a tradurre il Sûtra del Loto. Anche Kant ed Hegel si sono in parte interessati al Buddhismo, mentre Shopenauer vi ha trovato una rilevante compatibilità con la sua filosofia.
Le prime istituzioni concrete di diffusione del Buddhismo si formano con la “Società teosofica” fondata a New York nel 1875 da Henry Olcott, il quale, con l’approvazione del clero Theravada di Ceylon, inaugura il “Catechismo buddhista”; già nella metà dell’800 vengono costruiti templi buddhisti per gli immigrati asiatici. Nel 1893 c’è a Chicago la conferenza mondiale delle religioni in cui esponenti orientali presentano il Buddhismo, come il maestro Zen Soyen Shaku ed altri maestri tibetani e di tradizione theravada, i quali influenzeranno molto l’Europa.

Quest’ultima, soprattutto la Francia, comincia a rapportarsi con il Buddhismo nella II metà del ‘900, negli anni sessanta, in pieno periodo di contestazione e di materialismo. Qui, il maestro Zen Taisen Deshimaru Roshi comincia la propagazione del Sûtra del Loto.

In Italia vengono fatti studi da Giuseppe de Lorenzo e Giuseppe Tucci, al quale si deve la creazione di una scuola di orientalisti. Da un punto di vista di diffusione religioso, si formano in Italia diversi centri che verranno a formare l’UBI (Unione Buddhisti Italiani) nel 1985. Grazie all’impegno del suo fondatore Vincenzo Piga, scomparso nel 1998, è nata nel 1991 la fondazione Maitreya. 

Nell’UBI troviamo le tradizioni Zen- nella loro forma soto e rinzai- quella tibetana e la theravada. I centri UBI sono collocati nell’Italia centro- settentrionale; importante è il centro theravada di Santacittarama a Sezze (Roma); a Salsomaggiore Terme (Pavia) c’è il monastero soto-Zen Fuden-ji guidato dal reverendo italiano Fausto Taiten Guareschi, il quale è stato per un certo tempo presidente dell’UBI. 

Accanto all'UBI vi è una forte presenza dell' Istituto Buddhista Italiano Soka Gakkai -IBISG- (società per la creazione di valore), movimento laico che si ispira all’insegnamento di Nichiren Daishonin e aderisce alla Soka Gakkai Internazionale. I suoi centri principali sono Roma, Firenze e Milano.

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