Tuesday, 27 July 2010

Il Buddhismo di Nichiren

Nichiren Daishonin (1222-1282) ha posto il Sutra del Loto come base della sua scuola. Essendo questo insegnamento molto difficile da capire, egli ne individua l’essenza nel suo titolo myo-ho renge kyo; recitare il titolo del Sûtra, preceduto dalla parola sanscrita Nam, equivale a leggere l’intero Sûtra stesso; importante nella pratica di Nichiren è la recitazione del secondo e sedicesimo capitolo, rispettivamente Hoben (Espedienti) e Juryo (Durata della vita del Tataghata). 

Nello spiegare il significato di Nam myo-ho renge Kyo, Nichiren dice che Myo:

è semplicemente la misteriosa natura della nostra vita[...] che la mente non può comprendere e le parole non possono esprimere. Se guardi nella tua mente in qualsiasi istante, non puoi percepire ne un colore ne una forma per verificarne l’esistenza. Tuttavia non puoi neanche dire che non esista, perché pensieri differenti l’attraversano di continuo. La vita è veramente una realtà inafferrabile che trascende sia le parole che i concetti dell’esistenza e della non-esistenza. Non è né esistenza né non-esistenza, e tuttavia ha le caratteristiche di ambedue. E’ la mistica entità della Via di mezzo che è la realtà di tutte le cose. Myo è il nome dato alla misteriosa natura della vita e ho alle sue manifestazioni. La meraviglia di questa legge è esemplificata da renge, il fiore di loto. Una volta compreso che la tua vita stessa è la legge mistica, comprenderai che lo è anche la vita degli altri. Tale comprensione è kyo, o Sûtra.[...]l’entità della nostra mente da cui sorgono sia il bene che il male, è in realtà l’entità della legge mistica[...].”

La recitazione del titolo (Daimoku in giapponese), myo-ho renge kyo, preceduto da Nam, con fede sincera, porterebbe l’individuo a manifestare la sua natura buddica, a sopportare e superare le dure prove della vita. Nichiren ne è stato un esempio vivente, esiliato più volte, morto in esilio, ha dato dimostrazione di ciò che egli ha sempre ritenuto fondamentale vi dovesse essere in una religione: l’insegnamento, la pratica e la prova concreta, ovvero verificare sulla propria vita la correttezza dell’insegnamento buddhista. Nel 1279, tre anni prima di morire, trascrive il Dai Gohonzon, da lui definito come l’oggetto di culto per osservare la propria mente.

Nichiren Daishonin è stato considerato da alcuni testi di storia del Buddhismo intollerante e violento , ma se si fa un’attenta analisi dei suoi scritti (Gosho), si noterà che il suo interesse è sempre stato per la gente comune, benché egli fosse molto erudito, inviando ai suoi seguaci lettere di incoraggiamento volte a rendere applicabile il Buddhismo alla vita quotidiana, ma soprattutto a renderlo accessibile a tutti, senza distinzione:

“[...] Non permettere mai che le avversità della vita ti preoccupino. Dopotutto nessuno può evitare i problemi, nemmeno i santi o i saggi. Semplicemente recita Nam myo-ho renge kyo e, quando bevi Sakè, stai a casa con tua moglie. Soffri per quel che c’è da soffrire e gioisci per quello che c’è da gioire. Considera entrambi, sofferenza e gioia, come fatti della vita e continua a recitare Nam myo-ho renge kyo qualsiasi cosa accada. In questo modo sperimenterai una gioia illimitata derivata dalla Legge. Rafforza la tua fede più che mai. Con rispetto, Nichiren.”

Spesso si è scambiato per intolleranza il suo atteggiamento deciso e duro solo verbalmente -come tutti i monaci del suo tempo-  nel confutare le scuole dell’epoca che erano colluse con il sistema politico. Parlando del concetto di Buddha, egli spiega che quando un uomo è illuso è chiamato comune mortale, ma una volta illuminato, è chiamato Buddha. Il Buddha è il comune mortale.

“[...] anche uno specchio appannato brillerà come un gioiello se viene lucidato. Una mente annebbiata dalle illusioni derivate dall’oscurità innata della vita è come uno specchio appannato, che però, una volta lucidato diverrà chiaro e rifletterà l’illuminazione alla verità immutabile. Risveglia in te una profonda fede e lucida il tuo specchio notte e giorno. Come puoi lucidarlo? Solo recitando Nam myo-ho renge kyo.”

Il successore di Nichiren Daishonin, dopo la sua morte nel 1282, sarà Nikko Shonin, suo discepolo prediletto, ed altri cinque discepoli, chiamati in tutto i sei preti anziani. Nikko fonderà la Nichiren Shoshu, gli altri fonderanno altre scuole Nichiren, conosciute come scuole di Minobu, dal nome dell’omonimo monte. Nel tempo le idee di Nichiren verranno raggirate ed utilizzate in chiave nazionalistica e violenta dai cosiddetti nichirenisti , che useranno la dottrina di Nichiren per legittimare l’imperialismo giapponese, e ne daranno per molto tempo una cattiva visione ai giapponesi stessi. Le sue idee sono state rivalutate soprattutto grazie all’impegno sociale che ha dimostrato il movimento buddhista laico Soka Gakkai, per lo sviluppo della pace, la cultura e l’educazione. Nel 1991 è stata ufficializzata la rottura con il clero della Nichiren Shoshu.

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